L'Universo, con al centro la Terra, sorretto dai giganti, nel Commentarii in Somnium Scipionis di Macrobio [Wikipedia]
IV 17 Poiché
guardavo la terra con più attenzione, l'Africano mi
disse: «Posso sapere fino a quando la tua mente rimarrà
fissa a terra? Non ti rendi conto a quali spazi celesti
sei giunto? Ecco qui al tuo cospetto l'universo composto di nove cerchi o, per meglio dire, sfere, di cui una sola è quella veramente celeste, la più lontana, che comprende in sé tutte le altre, dio supremo che contiene e racchiude in sé tutti gli altri dei: in questa sfera sono infisse le orbite delle stelle che ruotano per l'eternità. ...
Quam cum magis intuerer ‘Quaeso’
inquit Africanus, ‘quousque humi defixa tua mens erit?
Nonne aspicis, quae in templa veneris? Novem tibi
orbibus vel potius globis conexa sunt omnia, quorum unus
est caelestis, extumus, qui reliquos omnes complectitur,
summus ipse deus arcens et continens ceteros; in quo
sunt infixi illi, qui volvuntur, stellarum cursus
sempiterni;
Marco Tullio Cicerone, Il Sogno di Scipione, Sellerio, 2008, pagg. 38-41
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